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Apartment art è un progetto artistico collettivo ideato e realizzato da, Elisa Bollazzi, Raffaella Bandera  e Pino Ceriotti.

L’idea nasce dalla volontà di costituire una rete, un sistema alternativo a quello istituzionale, in cui privati cittadini, amanti dell’arte e del design, aprano la propria abitazione per una giornata-evento in cui si possa organizzare una sorta di one day- exhibition.

Apartment art è una cornice itinerante, una casa contenitore che si muove sul territorio e presenta ogni volta proposte artistiche diverse. Ma Apartment art è anche l’opera d’arte finale che comprende la struttura ospitante, gli artisti, il pubblico. Basi sistematiche su cui si poggia questo lavoro sono gratuità, fiducia, ospitalità, intesi come valori insostituibili della creazione e diffusione dell’arte e del design e che sembra la realtà attuale stia dimenticando.

Questa idea di condivisione, la nascita di reti alternative, la gift art, il dono gratuito, ma anche il legame col territorio, sono elementi senza i quali il progetto non potrebbe reggersi ed autoalimentarsi. L'obiettivo  è trovare padroni di casa che offrano la loro dimora e nuove proposte artistiche da presentare,  favorendo così il pubblico, spesso  intimorito dal rigore delle gallerie e degli spazi espositivi tradizionali, e dove gli artisti che possano esprimersi  in un ambiente diverso, dando loro la possibilità di rapportarsi con uno spazio reale, vissuto, vero...non asettico

Entriamo  quindi in case private e nel mondo dei loro proprietari  per un giorno con  rispetto, consapevoli che alla base di  questo scambio vi è un gesto di fiducia e accoglienza molto raro, che dimostra grande apertura mentale e fiducia.

Relazionalità Profonde. Testo critico di Alessandro Castiglioni

In un certo senso lo dice il nome stesso, Apartment Art è un progetto artistico in cui Elisa Bollazzi e Raffaella Bandera (ideatrici di tutta la dinamica), cercano privati cittadini disposti ad aprire la propria casa per ospitare una sorta di one-day exhibition, una mostra di un giorno in cui artisti, critici, performer e pubblico, vivano l’arte in una dimensione differente, familiare, accogliente, calda e quotidiana.

Ma questo aspetto, comunque essenziale, non è il più importante. Non è quello fondante.

Ap Art non si esaurisce nella giornata, nella vita sottile e veloce di un evento. La relazionalità profonda che dà sostanza al progetto, consiste, più che in tutto quello detto sopra, nella costruzione di una rete, di un sistema, di un dialogo costante e continuo che si propaghi nel tempo e nello spazio (esempio ne sono le decine e decine di offerte fatte da semplici visitatori ad ogni appuntamento di Ap Art).

L’azione delle due artiste è dunque interessante, non perché venga aperta una casa privata per una mostra di un giorno, ma per una specifica dinamica relazionale. Intendo la costruzione di un sistema (come buona parte dell’arte relazione da Beuys e Naumann ci ha insegnato) che indaghi un processo, un dialogo, un passaggio, più che l’oggettivazione di un contenuto.

Questo forse, è meno rassicurante, rende più difficile classificare Ap Art, chiuderlo in una categoria. Visto da qui il progetto stimola, oltre che un po’ di gioco e divertimento, riflessioni importanti, parlo di condivisione di esperienze, di vita tra le vite, che poi, in fin dei conti, è ciò che siamo soliti chiamare Arte.

APARTMENT ART (2006-2008)

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